L M M G V S D
 
 
1
 
2
 
3
 
4
 
5
 
6
 
7
 
8
 
9
 
10
 
11
 
12
 
13
 
14
 
15
 
16
 
17
 
18
 
19
 
20
 
21
 
22
 
23
 
24
 
25
 
26
 
27
 
28
 
29
 
30
 
 
 
 

Il mondo alla vostra portata ! I networks professionali virtuali per migliorare la vostra carriera o la vostra azienda

Scritto da ELISABETH GIRET-BERTRAND

11 marzo 2013, italie-france.com

 

Cercate un lavoro in Australia?

Volete assumere un controllore di gestione che parli cinese?

Volete migliorare la vostra immagine d’imprenditore? 

Cercate alcuni brevetti da sfruttare?

Un distributore fidato in Medio Oriente?

Volete testare la vostra prossima campagna pubblicitaria?

Creare del “buzz” per i nuovi prodotti?

In ogni caso, la soluzione è la stessa : i social networks virtuali , siano essi privati o professionali.

 I social networks virtuali sono divenuti essenziali per coloro che desiderano ottimizzare (a un costo minimo) il marketing e la vendita di  prodotti e servizi. Un’autentica rivoluzione, che di fatto ha permesso la creazione di nuove figure lavorative, quale ad esempio il « community manager », che gestisce i forum e le pagine web di una azienda. Lo sapete che marchi quali Starbucks Redbull o McDonalds hanno rispettivamente 27, 25 et 13 milioni di fans su Facebook ( da HireRabbit 2012)?

L’epoca delle RU 2.0

Di sicuro, è nell’ambito delle risorse umane che le pratiche si sono maggiormente evolute, sia per la ricerca di candidati che per quella di un lavoro, a tal punto da provocare la scomparsa annunciata di alcuni impieghi, ad esempio nelle agenzie di collocamento. Oggi non è più possibile ignorare queste nuove pratiche. Non tanto per non sembrare un dinosauro destinato a una rapida  estinzione, quanto per un semplice scrupolo di efficienza e di economia! Bisogna percorrere un bel tratto di strada, se si considera che in Francia solamente il 24% degli intervistati (fonte: L’Express 2012) utilizza i social networks per la ricerca di un posto di lavoro.

Dal punto di vista degli impiegati, i vantaggi sono immensi : basta con il rito obsoleto dell’acquisto dei giornali per la pagine delle offerte di lavoro (costoso), la stampa dei CV (costosa), gli invii per posta (costoso)  e lo stare ad aspettare una risposta che, se va bene, giunge solo nel 5% dei casi. Basta con la ricerca degli uffici dei cacciatori di teste, che vi snobbano a meno che non siate usciti da una università prestigiosa  o  non siate raccomandati. Nell’epoca del web 2.0, il  candidato a un posto di impiegato o di “middle management” svolge le sue ricerche sui siti specializzati tipo Monster, Experteer o Jobrapido in Italia, e per un posto di “high management” sceglie lui stesso le imprese, nel continente che preferisce – e perché no nel mondo intero?- e le contatta – senza spese - in modo diretto o per mezzo del suo contatto web. Tutto questo vale per chi sceglie l’approccio attivo.

Se invece si sceglie quello passivo, è meglio creare un profilo professionale completo dettagliato e pertinente, che consentirà alle imprese o agli uffici di ricerca di candidati (il “sourcing”, in gergo) di trovarci. Attenzione, però: un profilo professionale altrimenti non si avrà alcuna possibilità di essere pescato tra le maglie di un reclutatore (vedi qui di seguito). Dal punto di vista delle imprese, i vantaggi non sono minori. Prima di tutto, il risparmio. Perché pagare caro (solitamente dal 20 al 30% del reddito lordo annuo del nuovo assunto) un’agenzia di reclutamento quando un « sourcing manager » è in grado di svolgere lo stesso lavoro dall’interno?

In secondo luogo, l’efficienza. Perché limitare la scelta tra i candidati di un solo paese quando ce ne sono a migliaia nel mondo che possiedono il profilo richiesto ? Perché aspettare, visto che il “sourcing” è, in pratica, immediato?

Chi sono ?

LinkedIn(USA). Con più di 200 milioni di membri (4 in Italia), una crescita degli iscritti del 38% e una cifra d’affari di quasi un miliardo di dollari nel 2012, è leader nel suo campo, con applicazioni innovative quali, per i candidati: Resume Builder per formattare il vostro CV, Map LinkedIn per visualizzare geograficamente la vostra rete; per le  imprese: Talent Solution, uno strumento di sourcing; molte altre  innovazioni (SlideShare, per esempio, permette agli iscritti di mettere in comune le presentazioni PowerPoint d’interesse generale, permettendo, in questo modo, di risparmiare molto tempo... ). Questa piattaforma è uno strumento potente, in costante evoluzione, ma bisogna saperne sfruttare tutte le potenzialità.

Viadeo (Francia), conta oggi 50 milioni di iscritti e si sviluppa bene all’estero grazie ai riscatti recenti di networks virtuali concorrenti (Tianji e Zai Zher in Cina, Apna Circle in India, Unyk in Canada, ecc…) o delle  società specializzate complementari (Pealk, una startup per la selezione e il sourcing). Molto apprezzata dai reclutatori francesi che per il 79% affermano di utilizzarla (source L’Express 2012), è meno internazionale di LinkedIn e più orientata verso il middle management.

XING (Allemagne), 13 milioni di iscritti di cui 6 milioni in Germania, assai radicata nel mondo degli ingegneri. Nel gennaio 2013, Xing lancia « Market Places for freelancers » un concept originale per presentare il proprio progetto d’ingegneria e renderlo visibile alle imprese. Un autentico mercato virtuale dell’innovazione, da seguire con attenzione!  

Facebook (USA) è il primo dei social networks virtuali, ma l’ultimo arrivato nel mondo dei networks virtuali professionali con il nome di Talent.me. Nato nel 2004, annovererebbe più di un miliardo di utenti (20 milioni in Francia). L’84% di coloro che cercano un lavoro negli USA possiedono un profilo Facebook, e il 20% di loro vi mettono ormai informazioni professionali (da HireRabbit 2012). Tali cifre hanno spinto imprese quali MrBricolage, L’oréal o Leclerc a farne un territorio di caccia (fonte : L’Entreprise 2012). Une pratica ancora poco diffusa in Europa, ma che avrebbe già fruttato, negli USA, 18 milioni di assunzioni (fonte : BranchOut 2012). Rimane il fatto che Facebook è ancora poco sfruttato per le attività RU, in particolare per i posti di high management. Si tratta, d’altra parte, di uno strumento essenziale per migliorare la celebrità e l’immagine dei prodotti: più si clicca su « like », più sono buoni…

Ecco, questi sono i più rappresentativi, tale lista non è esaustiva, soprattutto perché è compilata oggi, proprio mentre nuovi networks nascono, ogni giorno, e sempre più definiti.

In quale modo si può essere presenti nei social networks professionali ?

 Se pensate che basti l’aver messo on line un riassunto del percorso professionale per esistere, vi sbagliate di grosso. Per convincervi, guardate sul contatore della vostra pagina (un servizio LinkedIn): quante persone sono andate a vederla e quante volte siete apparsi in una ricerca?

Una volta che avrete compreso di essere solo un pulviscolo nelle galassie dei networks, dovrete lavorare su parametri essenziali quali: un CV dettagliato, il numero dei contatti, le raccomandazioni, le parole chiave, le competenze, gli « endorsements », i gruppi di appartenenza e le attività riguardo a questi gruppi …, che sono alcuni degli elementi studiati dai motori di ricerca pensati per il reclutamento.

Come tutto il resto, è una cosa che si impara, esistono anche uffici specializzati nei quali vi si forma, con risultati spettacolari: da un giorno all’altro, svolte le azioni necessarie, la visibilità di un profilo può essere moltiplicata per 20 o più. Siete convinti della potenza dello strumento ma non siete ancora presenti su alcun social network e pensate di non disporre di alcun network  degno di questo nome? Niente paura: anche in questo caso, tutto ciò si impara e si affina ( se necessario con l’aiuto iniziale di un consulente specializzato). In capo a qualche giorno, vi renderete conto che la creazione del proprio network è semplice, esponenziale e assai rapida. Non resterà che farlo vivere: intervenite nei forum, condividete le vostre idee, diffondete i vostri articoli o le vostre letture, seguite le imprese o i settori di attività che vi interessano.

Eccovi con qualche click in Corea, in Argentina o in Canada: il network del vostro network vi permette di contattare chi volete in qualunque continente, ad ogni livello di responsabilità, in ogni settore dell’industria.

E l’Italia ?

L’Italia in quest’ambito non si pone all’avanguardia. Il numero di iscritti su LinkedIn supera i 4 milioni (2° paese in Europa dopo la Francia), però un recente sondaggio richiesto dalla Cabinet Robert Half (fonte: La Repubblica 2012), il 59% delle imprese  coinvolte ritiene che i social networks non siano un mezzo efficiente per il reclutamento, e il 47% non ne fa uso. C’è di peggio: secondo una ricerca effettuata dalla Lundquist sulle prime 100  imprese italiane (fonte : La Repubblica 2013), non è stato possibile identificare più di 20 dei loro dirigenti sui social networks (tra questi: 12 presidenti e 8 amministratori delegati) …

In Italia, come per il passato, nel 76% dei casi è sempre la raccomandazione personale che prevale, quando bisogna trovare un nuovo collaboratore (fonte: La Repubblica 2013). E poi, il contatto frontale durante i colloqui di persona. Nel migliore dei casi i social networks saranno sfruttati per ricercare informazioni complementari sui candidati, e nient’altro. Si tratta di un approccio consigliato dalle agenzie di reclutamento, le quali cercano di marginalizzare i social networks che minacciano, in breve tempo, la loro stessa esistenza … a meno che non si sappiano adattare e diventare essi stessi esperti nell’utilizzo di internet per il “sourcing”.

Grazie ai social networks, avete l’intero mondo (professionale) portata di mano. Non potete più permettervi di rimanere tranquilli ad aspettare, partite alla sua scoperta !